25/04/2010
SPIRITUALITA' E ARTE: PRESENTAZIONE DEL BLOG

رحبا السلام عليكم بلوق الفن والروحانية
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Per visitare o scrivere nelle sezioni del Blog, si consiglia di andare sulla Home-Page (http://spiritualitaearte.myblog.it ) e, dopo aver individuato la sezione di interesse, si prega di clikkare su "commenti", situato nell'ultima riga della presentazione della sezione; si aprirà la, pagina completa della sezione con, alla fine, la finestra per scrivere una eventuale riflessione. Per chi usa Internet Explorer, si accede alle Sezioni del Blog clikkando sui link sotto l'indicazione POST RECENTI, nella colonna laterale destra. Le opinioni e i giudizi espressi nei commenti sono esclusivamente riferibili all'autore del commento stesso. In ogni caso non sono ammesse frasi diffamatorie, offensive o ingiuriose. Il Blog non viene visualizzato correttamente con Internet Explorer. Si consiglia l'uso come browser di Mozilla Firefox. L'ascolto della musica in sottofondo richiede come player Quick time (è sufficiente installarlo se non è già presente nel PC).
13:55 Scritto da: mavacriro | Link permanente | Commenti (24) | Segnala
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Commenti
IL BRANO DELLA SETTIMANA (17.02.10)
La lettura di questo blog è accompagnata dall'esecuzione parziale in sottofondo di un brano musicale. che sarà periodicamente cambiato.
Al momento (17.02.10) è in esecuzione
"WISDOM OF THE KINGS" (RHAPSODY OF FIRE) dall'album "Symphony of Enchanted Lands" del 1998.
Il gruppo è italiano (torinese); essi debuttano ufficialmente nel'97 con "Legendary Tales" considerato ancora il loro miglior lavoro nonostante i dischi successivi di alto livello. Partono col nome di RHAPSODY, ma più tardi si scopre un altro gruppo dallo stesso nome, e così viene aggiunto ...OF FIRE. Sono considerati una band di Metal Sinfonico, con punte Epic e Power. Gli arrangiamenti orchestrali si mischiano a sonorità chitarristiche dure e tirate che potenziano il pathos ma non distruggono le melodie. Come in molti dei gruppi metal europei, si percepisce la tradizione classica sinfonica del passato che rende il rock del vecchio continente diverso da quello americano sin dagli anni '70. Ottima la voce di Fabio Lione, successivamente cantante anche dei Vision Divine (presenti a Terni durante il festival "DAyShockinGround Fest" tenutosi per due giorni ai Campacci di Marmore-TR).
Tornando specificatamente al pezzo, "Wisdom Of The King" inizia lentamente con una sonorità medievaleggiante, ma poi la chitarra di Turilli, accompagnata da una batteria vivace, si esibisce in assoli molto allegri che sembrano quasi ricordare canzoni antiche di stile napoletano.
La saga si è arricchita di un secondo capitolo ("Symphony of Enchanted Lands II") nel 2004, che però non raggiunge gli apici del primo.
Sta per uscire quest'anno un altro album: "The frozen tears of angels" (ben 4 anni dopo l'ultimo del 2006).
Roberto L.
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Scritto da: skyrobertace | 17/02/2010
IL BRANO DELLA SETTIMANA (20.02.10)
La lettura di questo blog è accompagnata dall'esecuzione parziale in sottofondo di un brano musicale che sarà periodicamente cambiato.
Al momento (20.02.10) è in esecuzione “Sleep away” di Bob Acri, che è in America uno dei più talentuosi e versatili pianisti jazz.
Nella sua carriera Bob Acri ha suonato con grandi “band” (come quelle di Buddy Rich, Henry James, Woody Hermann) o ha accompagnato grandi “vocalist” come Barbara Streisand, Ella Fitzgerald, Lena Horne, Mike Douglas, etc.; le sue capacità tecniche gli consentono di cimentarsi nei vari generi musicali.
Il brano “easy listening” “Sleep Away” è stato incluso da Microsoft in Windows 7.
Roberto R.
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Scritto da: rapacro | 19/02/2010
L'AUTORE DEL BLOG
Roberto R. è nato a Terni, il 17 maggio 1960.
Diploma di Laurea in Giurisprudenza e Maturità Classica
E' stato:
• Funzionario del Ministero dell’Interno – Servizio Relazioni Internazionali del Dipartimento della Pubblica Sicurezza – Affari Comunitari
• Capo della Delegazione Italiana nel Gruppo di Cooperazione di Polizia, istituito a Bruxelles nell’ambito dell’Unione Europea
• Dal 2000 al 2002 è stato distaccato a Bruxelles presso la Commissione Europea (Direzione Generale Giustizia e Affari Interni) come esperto per la cooperazione di polizia fra i Paesi Europei in particolare, nella lotta al terrorismo e al traffico illecito di armi, in materia di sicurezza e ordine pubblico
• Negli anni pregressi ha lavorato anche negli USA, in Francia e nel Regno Unito per collaborare con le autorità nazionali in relazione alle misure di sicurezza da predisporre per alcuni eventi di rilevanza internazionale
• Docente di lineamenti operativi del diritto comunitario presso la Scuola di Perfezionamento delle Forze di Polizia (Roma). Ha svolto attività di docenza in materie concernenti la cooperazione di polizia e la lotta al terrorismo in ambito internazionale presso l’Accademia Europea di Polizia (con sede a Londra) e l’Istituto Superiore di Polizia (Roma). Nelle medesime materie, nell’ambito di programmi di istruzione finanziati dalla Commissione Europea, ha tenuto lezioni in altri Paesi europei a funzionari stranieri.
• Si è occupato anche di sicurezza sportiva; è stato rappresentante italiano presso il Consiglio d’Europa a Strasburgo, nel Comitato contro la violenza nello Sport, ed è membro dell’Ufficio Indagini della Federazione Italiana Gioco Calcio.
Attualmente, per motivi di salute, non svolge attività professionale.
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Scritto da: rapacro | 20/02/2010
IL BLOG
L'arte è una manifestazione dello spirito; anche nei casi in cui si esprime attraverso una spinta corporeità (ad esempio, nell'Action Painting, o nel Dripping, o nella Body-art, o in Performances varie etc.) l'arte resta un precipitato dello spirito.
Lo spirito naturalmente ha sempre bisogno della materialità per esprimersi; quindi l'arte è anche un manifestazione dell'Homo Faber, ovvero dell'innato senso di creatività dell'uomo, spesso frustrato nella civiltà moderna dalla tecnologia che nel lavoro e nella vita quotidiana surroga ogni iniziativa materiale .
Pertanto l'artista, attraverso il suo fare materiale, si riappropria di questa esigenza di creatività oggettiva.
Il Blog considera distintamente queste due realtà che sono indipendenti, pur essendo in parte l'una (l'arte) il precipitato dall'altra (lo spirito), per approdare alle loro interazioni.
Il Blog è articolato in più sezioni nelle quali in ogni momento possono essere scritti commenti o riflessioni sul tema della sezione stessa.
In particolare, nella terza sezione vi è uno spazio "libero" per qualsiasi riflessione sul tema del Blog.
La lettura è accompagnata dall'ascolto di un brano musicale, in esecuzione parziale, che viene cambiato ogni settimana e viene volutamente scelto fra i vari generi musicali.
Il brano ha la sola funzione di rendere piacevole la lettura del Blog. La nota che lo accompagna è l'occasione per fornire qualche informazione sul brano stesso e talvolta sul genere di appartenenza.
Nel Blog non è privilegiato nessun genere artistico sull'altro: pertanto sono gradite riflessioni o recensioni su musica, cinema, letteratura, arti figurative e qualsiasi altro atto o fatto artistico (o spirituale).
I commenti potranno essere espressi, oltre che in italiano, in inglese, francese, spagnolo, tedesco e arabo; provvederò alla traduzione in italiano. Eventali mie osservazioni o repliche saranno in italiano e inglese.
Il Blog è anche presente su Google attraverso la ricerca del nome ("spiritualità e arte" oppure “arte e spiritualità") accompagnata dall'acronimo "rapacro".
Buona navigazione!
L'autore (Roberto R.)
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Per visitare o scrivere nelle sezioni del Blog, si consiglia di andare sulla Home-Page (http://spiritualitaearte.myblog.it ) e, dopo aver individuato la sezione di interesse, si prega di clikkare su "commenti", situato nell'ultima riga della presentazione della sezione; si aprirà la, pagina completa della sezione con, alla fine, la finestra per scrivere una eventuale riflessione. Per chi usa Internet Explorer, si accede alle Sezioni del Blog clikkando sui link sotto l'indicazione POST RECENTI, nella colonna laterale destra.
Le opinioni e i giudizi espressi nei commenti sono esclusivamente riferibili all'autore del commento stesso. In ogni caso non sono ammesse frasi diffamatorie, offensive o ingiuriose.
Il Blog non viene visualizzato correttamente con Internet Explorer. Si consiglia l'uso come browser di Mozilla Firefox.
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Scritto da: rapacro | 21/02/2010
IL BRANO DELLA SETTIMANA (27.02.10)
La lettura di questo blog è accompagnata dall'esecuzione parziale in sottofondo di un brano musicale che sarà periodicamente cambiato.
Al momento (27.2.10) è in esecuzione “Hymn to freedom”, scritto ed eseguito da Oscar Peterson., in onore del Movimento per i Diritti Civili.
Oscar Peterson è nato a Montreal il 15 agosto 1925 ed è morto a Mississauga il 23 dicembre 2007; è stato un pianista canadese di musica jazz, straordinario e virtuoso; tra i pianisti jazz è tra i più prolifici della storia della musica afroamericana.
Di derivazione blues, il suo stile è stato paragonato a quello del suo predecessore Art Tatum La sua sterminata discografia lo vede al fianco dei più grandi monumenti della storia del jazz.
E' noto anche per la smisurata produzione artistica con vari "trio", che ha condotto nel corso degli anni; Peterson ha fatto anche da spalla a grandi del jazz come Ella Fitzgerald, Dizzy Gillespie e Billie Holiday. Il suo stile ha influenzato generazioni di jazzisti. Il suo decollo sulla scena mondiale avvenne con una celebre esibizione nel 1949 a Carnegie Hall, a New York.
Oscar Peterson si è spento il 23 dicembre 2007, a causa di un' insufficienza renale.
Roberto R.
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Scritto da: rapacro | 26/02/2010
IL BRANO DELLA SETTIMANA (06.03.10)
La lettura di questo blog è accompagnata dall'esecuzione parziale in sottofondo di un brano musicale che viene periodicamente cambiato.
Al momento (06.03.10) è in esecuzione “DUST IN THE WIND” dei Kansas (dall’album “Point of know return” – 1977)
Il nome del gruppo deriva dal fatto che i componenti originari venivano tutti da Topeka (città del Kansas appunto; Stati Uniti). La band ha all’attivo 14 album da studio nel periodo che va dal 1974 al 2000. Sono considerati una band Hard Rock con influenze folk, la cui elaborata atmosfera li porta spesso ad essere più complessi e quindi Progressive o Art-rock (tale espressione si riferisce al tentativo di superare il pop andando verso forme musicali ambiziose, con una ideale profondità filosofica e tecniche tipiche della classico-sinfonica, del jazz o della musica d'avanguardia; spesso vengono usati vari strumenti come archi e ottoni nel tentativo di allontanarsi dal rock classico).
Interessante l’evoluzione dei testi che dal 1980 sono legati al fatto che Kerry Livgren (chitarrista e tastierista) si converte al cristianesimo. Non mancano brani più facili che li fanno stare anche nella sonorità AoR (l’acronimo nasce dal termine “Adult Oriented Rock” che indicava un format radiofonico, il quale trasmetteva la musica Hard Rock più leggera e orecchiabile). La loro musica fino al ’79 (con “Monolith”) è strettamente legato al sound americano degli anni ’70, e la loro orecchiabilità non diventa mai sfacciata commerciabilità; lunghi brani possiedono assoli elaborati e numerosi passaggi d’atmosfera.
“DUST IN THE WIND” è forse il loro più famoso brano. Breve canzone molto elegante e dolce, risulta soave sia per la chitarra acustica, sia per le voci (solista e corale) che per l’assolo di violino. Si sente una ispirazione country espressa fuori dagli schemi della musica tradizionale folk ed elaborata in direzione della musica classica.
Il testo sembra malinconico, ma in associazione alla melodia assume invece un carattere contemplativo:
Chiudo gli occhi
solo per un attimo
e l'attimo è andato.
Tutti i miei sogni
Passano attraverso i miei occhi;
polvere nel vento
tutto ciò che sono è polvere nel vento
La stessa vecchia canzone
solo una goccia d'acqua
in un mare infinito.
Facciamo tutti
briciole per terra
anche se ci rifiutiamo di vedere;
polvere nel vento
tutto ciò che siamo è polvere nel vento
Ora, smettila
niente dura per sempre
tranne la terra e il cielo.
Tutto scivola via
e tutti i tuoi soldi
non compreranno un altro minuto
Polvere nel vento
tutti siamo polvere nel vento
polvere nel vento
tutto è polvere nel vento"
Roberto L.
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Scritto da: Sky-Robertace | 06/03/2010
E' molto interessante.
Roberto R.
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Scritto da: rapacro | 06/03/2010
L'AUTORE DEL BLOG dal punto di vista artistico
Fin da ragazzo ha manifestato interesse per il cinema e per le arti figurative, ma ha esposto le sue opere per la prima volta solo nel 1991. Ha fatto parte del Gruppo “IRIDE” ed ha partecipato in varie città italiane a mostre collettive e ad iniziative culturali.
Nella scelta dei materiali che caratterizzano le sue opere indica come punto di partenza del suo lavoro un’espressività con chiaro riferimento all’universo metropolitano, del quale assimila i colori, le forme ed i suoni.
Le superfici contengono un complesso campionario di segni che richiamano lo scenario che fa da sfondo all’esistenza dell’uomo, incapace di dare senso compiuto al proprio agire.
I frammenti dell’immaginario, colti nella lirica essenzialità, perdono il loro significato contingente e si rianimano in assonanza con i nostri ricordi, diventando il correlato oggettivo delle emozioni.
L’artista, consapevole di essere suo malgrado parte ed attore di questa realtà, inganna nelle sue peregrinazioni il proprio desiderio di assoluto fingendo “..che l’arte non sia l’umile creazione dell’uomo ma l’esatto linguaggio dell’Universo, e che possa svelare il segreto delle cose”.
Nel 2006 ha partecipato alla rassegna "Terra di Maestri - Artisti Umbri del Novecento - 1960/1968", importante evento artistico umbro.
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Scritto da: rapacro | 06/03/2010
IL BRANO DELLA SETTIMANA (13.03.10)
La lettura di questo blog è accompagnata dall'esecuzione parziale in sottofondo di un brano musicale che sarà periodicamente cambiato.
Al momento (13.03.10), è in esecuzione un brano tratto dal Magnificat in re maggiore (BWV 243), una delle più importanti opere vocali di J. S. Bach. Si tratta di una “cantata” sacra composta per orchestra e coro a cinque voci e cinque solisti. Il testo è il cantico contenuto nel primo capitolo del Vangelo, con il quale Maria loda e ringrazia Dio perché ha liberato il suo popolo. La cantata è divisa in dodici parti che possono essere raggruppate in tre movimenti, ognuno inizia con un'aria ed è completato dal coro. L'esecuzione integrale del Magnificat, nella versione del 1733, dura circa trenta minuti.
In paricolare, il brano in esecuzione è l'aria : "Et exsultavit spiritus meus”.
« et exultavit spiritus meus in Deo salutari meo. »
(ed il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore).
Questo movimento è scritto per soprano solista, accompagnato solo da archi e basso continuo. Si tratta di un'aria leggera in tempo 3/8. L'uso frequente di note puntate (il punto di valore è un segno usato per modificare la durata di una singola nota) e biscrome trasmette all'ascoltatore un sentimento di gioia. A metà dell'aria c'è una sezione in tonalità minore formata da 41 note eseguite sulla parola salutari.
Il coro recita:
« Vom Himmel hoch, da komm ich her. Ich bring' euch gute neue Mähr, der guten Mähr bring' ich so viel, davon ich singn und sagen will».
(Dall'alto cielo, da lì vengo io. Porto a voi una buona novella, questa buon novella voglio cantarla e narrarla spesso).
Il Magnificat è un cantico contenuto nel primo capitolo del Vangelo secondo Luca con il quale Maria loda e ringrazia Dio perché si è benignamente degnato di liberare il suo popolo. Per questo è conosciuto anche come cantico di Maria.
Il suo nome deriva dalla prima parola della traduzione latina Magnificat anima mea Dominum.
Com'è noto, Johann Sebastian Bach, è stato un compositore, organista, clavicembalista e maestro di coro del periodo barocco, di fede luterana, universalmente considerato uno dei più grandi geni nella storia della musica. Le sue opere sono notevoli per profondità intellettuale, padronanza dei mezzi tecnici ed espressivi e bellezza artistica.
Roberto R.
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Scritto da: mavacriro | 12/03/2010
IL BRANO DELLA SETTIMANA (20.03.10)
La lettura di questo blog è accompagnata dall'esecuzione parziale in sottofondo di un brano musicale che viene periodicamente cambiato.
Al momento (20.03.10) è in esecuzione “Stair Way To Heaven” dei Led Zeppelin.
Nel quarto album di questo gruppo (i primi quattro album hanno solo il numero come titolo) ecco il capolavoro, il brano perfetto, per il quale non è necessario togliere o aggiungere nulla. La “SCALA PER IL PARADISO” (questa la traduzione) è, con “Smoke on the water” dei Deep Purple, l’unico pezzo hard rock conosciuto da molti, anche da chi non è patito di rock duro( anzi, forse è conosciuto meno di “Smoke…” ma più amato da chi conosce entrambi). Da ricordare che i L.Z. sono anche considerati i fondatori dell’Hard Rock con il loro primo album datato 1969.
La composizione inizia con una dolce melodia acustica, poi sale in in crescendo di energia che culmina in una forza appassionata tra chitarra prima e voce dopo. Si sente bene l’influenza country-folk dei musicisti (viene suonato anche il flauto), un po’ meno le origini blues della loro formazione artistica che in altri brani invece è sfacciata. Ma ascoltando con cura la parte più scatenata, la ritmica blues si intravede. Anche l’assolo chitarristico di Jimmy Page (ex-Yardbirds) è intoccabile nella sua cristallina perfezione. Stupenda la superba voce di Robert Plant
Insomma è un gioiellino compositivo che arricchisce uno dei migliori dischi del gruppo (probabilmente il migliore insieme al secondo). La canzone è stata riprodotta in mille altre versioni da molteplici gruppi, riarrangiandola anche in stile Reggae (bellissima quella di Zappa) o Country.
La critica morale del tempo la tacciò di possedere simbolismi legati alla magia nera, anche perché i due leader seguivano la mania dell’interesse per l’occulto. Jean Paul Regimbal, anni dopo (1987), nel suo libro intitolato “IL ROCK’N’ROLL” la cita decrivendone il testo e ne traduce i simboli che ne intravede: la “signora” sarebbe la “strega”; “comprare la scala per il cielo” avrebbe il significato di “vendere l’anima” e il “Cielo” sarebbe l’”Inferno di Lucifero”. E’ probabile che sia vero, ma io dico che se il genio dei Led Zeppelin deriva dal diavolo, allora il diavolo ha rubato la musica a Dio.
Per chiunque, questa rimane la migliore canzone rock di tutti i tempi.
Roberto L.
Scritto da: sky-robertace | 20/03/2010
Il brano è tristissimo, in effetti vuole comprare una scala che va nel Paradiso ma si ritrova all'Inferno.
Scritto da: Beatrice | 21/03/2010
IL BRANO DELLA SETTIMANA (27.03.10)
La lettura di questo blog è accompagnata dall'esecuzione parziale in sottofondo di un brano musicale che viene periodicamente cambiato.
Al momento (27.03.10) è in esecuzione “By this river” di Brian Eno. Il brano (1977), un autentico capolavoro, è caratterizzato da una atmosfera rarefatta, con Eno che canta in un tono dimesso e rassegnato, mentre il piano e le tastiere si accarezzano ricamando un tessuto preziosissimo. "By This River" è la pace dei sensi, uno sbadiglio d'anima, il raccoglimento, la calma. "By This River" è stata voluta fortemente da Nanni Moretti nel suo film "La stanza del figlio".
Brian Eno ha inventato la musica ambientale. E' stato il precursore della new wave e della new age, ed ha trasformato il linguaggio del suono degli ultimi trent'anni. Pioniere dell'ambient-music e del glam-rock, videoartista, filosofo della musica, scultore, cantante, polistrumentista, maitre-à-penser della cultura pop, padrino della "no wave", della dance elettronica e della new age, produttore, talent-scout. Brian Eno è un autentico guru della scena musicale degli ultimi tre decenni.
Nato a Woodbridge, Gran Bretagna, il 15 maggio 1948, Brian Peter George St. John le Baptiste de la Salle Eno (questo il suo vero nome) cresce nel Suffolk, vicino a una base militare Usa, affascinato dai suoni "marziani" del doo-wop e dal rock & roll primitivo trasmesso dalle stazioni radio delle Forze Armate americane. Negli anni 60, lasciato il convento cattolico dove ha ricevuto l'istruzione media, studia arti visive a Ipswich e musica sperimentale a Winchester. Apprende le tecniche della musica concreta, aleatoria, gestuale, minimale ed elettronica (inventa persino una macchina sonora ad acqua piovana e incide un brano per percussione di lampada metallica). Un patrimonio di esperienze raccolte nel libro manifesto "Music For Non-musicians", nel quale Eno teorizza la figura del "non-musicista", incompetente dal punto di vista tecnico, ma ricco di genio creativo. L'opera d'arte, a suo giudizio, deve essere composta in tre fasi: concepimento del brano, esecuzione da parte di singoli strumentisti (questi sì competenti) e manipolazione finale dei nastri da parte dell'autore. A lui interessa soprattutto la terza fase. I suoi riferimenti musicali sono principalmente nella musica contemporanea (John Tilbury e Cornelius Cardew in particolare) e minimale (John Cage, La Monte Young, Terry Riley), ma il suo è un concetto di musica che trascende il semplice fatto musicale, una teoria multimediale ante-litteram,
L’ambient, anche detto musica ambient o musica d’ambiente (in inglese ambient music), è un genere musicale in cui l'atmosfera può assumere più importanza nelle note. È generalmente identificabile come un genere musicale caratterizzato da suoni ampiamente atmosferici e naturali.
La musica ambient si evolse agli inizi del Novecento, con i primi esperimenti di musica "semi acustica", passando per l’impressionismo di Erik Satie, e la musica concreta e il minimalismo di Terry Riley e Philip Glass, e in tempi più recenti dalla musica di Brian Eno.
Ecco il testo della canzone:
Eccoci qui
ipnotizzati da questo fiume
io e te
sotto un cielo che continua a cadere, cadere giù
continua a cadere giù
attraverso il giorno
come se fossimo in un oceano
aspettando qui
sempre senza riuscire a ricordare perchè siamo venuti qui
mi domando perchè siamo venuti qui
tu mi parli
come se fossi lontano
ed io rispondo
con sensazioni prese da un altro tempo
da un altro tempo
Scritto da: rapacro | 26/03/2010
L'arte: comprende ogni attività umana!!l'arte è strettamente connessa alla capacità di trasmettere emozioni, per cui le espressioni artistiche, pur puntando a trasmettere "messaggi", non costituiscono un vero e proprio linguaggio, in quanto non hanno un codice inequivocabile condiviso tra tutti i fruitori, ma al contrario vengono interpretate soggettivamente.
Spiritualità: tutto ciò che ha a che fare con lo spirito, ha svariate accezioni ed interpretazioni. Esso può arrivare ad includere la fede in poteri soprannaturali (come nella religione), ma sempre con l’accento posto sul valore personale dell'esperienza.
Questi i due significati di quello che è riportato nel sito, ma il connubio delle due cose va ben oltre il significato letterale di qst due elementi!!!
Scritto da: Lu poetz | 27/03/2010
nella mia visione di arte unità alla spiritualità ci vedo bene anche la parte cinematografica!!!!ci starebbe proprio bene una sezione dedicata al cinema
Scritto da: Lu poetz | 27/03/2010
DALL'AUTORE DEL BLOG
Lu Poetz
Concordo pienamente. Provvederò all'istituzione di una sezione per il cinema al più presto.
Nel frattempo, per recensioni cinematografiche, si può usare la sez. 3.
Grazie del suggerimento.
Scritto da: mavacriro | 27/03/2010
Video-pubblicità del BLOG
http://www.youtube.com/watch?v=HVTP_q1ZPZU
Scritto da: mavacriro | 31/03/2010
IL BRANO DELLA SETTIMANA (03.04.10)
La lettura di questo blog è accompagnata dall'esecuzione parziale in sottofondo di un brano musicale che viene periodicamente cambiato.
Al momento (03.04.10) è in esecuzione “DANGER OF LOVE” dei LOUDNESS.
Anche il sol levante ha il suo metallo, ma i Loudness sono stati gli unici ad essere considerati alla pari dei gruppi anni ’80 della ribalta euro/americana. 23 albums dal 1981 al 2009. Questo brano è tratto dal nono “Soldier of Fortune” del 1989.
La caratteristica di questo album è stata la sostituzione del cantante giapponese Minoru Niihara, dalla voce un po’ stridente, con un singer americano, Mike Vescera. I quattro nipponici avevano già sfornato buonissimi primi album, ma nell’89 la musica si fa più elegante, cercando di fare breccia nelle orecchie dei metallari USA. Ci riescono.
“Danger of Love” fa capire subito che lo strumento in primo piano è la chitarra; Akira Takasaki considerato un ottimo “axeman” (il termine, “uomoascia”, viene usato nel metal per indicare il chitarrista), cesella la composizione con pulita maestria; gli effetti della sei corde sono disseminati in ogni passaggio musicale. Il brano è all’apice compositivo dell’album ma è uno dei meno tirati; nonostante la ritmica incalzante la linea risulta estremamente melodica. La bella voce, intrigantemente appena un po’ roca, è sostenuta da sovraincisioni di brevissimi inserti corali.
Ma più significativa è la parte centrale introdotta da un leggero tappeto di tastiere che poi lascia il posto all’assolo di chitarra, sostenuto da una batteria semplice ma dal suono pesante. La chitarra si scatena in una composizione tecnica con inserti melodici spezzati da scale veloci.
Purtroppo la seconda prova con Vescera ebbe minore successo e il cantante lasciò. Successivamente la vena creativa si impoverisce e il gruppo intraprende una strada dal suono completamente diverso. Se all’inizio carriera il suono era duro ma estremamente tecnico, dopo la parentesi americana il sound torna duro però grezzo, abbandonando spesso anche i virtuosismi, e ciò in linea con l’evoluzione Grunge del momento (periodo Nirvana), senza però le idee di altri fortunati contemporanei. Una evoluzione inaspettata con dischi sempre meno validi, in uno stile piatto che nulla ha a che fare col vecchio gruppo originale.
Roberto L.
Scritto da: Sky-Robertace | 03/04/2010
MUSICA
"Wind of change" - Scorpions
Come commento musicale al video-pubblicità del Blog su youtube (http://www.youtube.com/watch?v=HVTP_q1ZPZU), è stato scelto il brano “Wind of change”. Wind of Change è una famosa canzone della rock band tedesca Scorpions. La ballata fu composta nel 1990 dal cantante Klaus Meine, ispirato dai cambiamenti politici che si stavano allora verificando nell'Europa dell'Est. La canzone è inserita nell'album Crazy World, ma compare anche in Live Bites, Moment of Glory e Acoustica ed è riconosciuta come uno dei simboli della riunificazione della Germania. Nel paese, è uno delle canzoni più vendute di tutti i tempi. Wind of Change è stata anche tradotta dall'inglese in altre due lingue, in russo (Ветер Перемен) e in spagnolo (Vientos de Cambio). Wind of Change inizia con Klaus Meine che fischia accompagnato solo dal chitarrista solista Matthias Jabs. Rudolf Schenker in questa canzone usa una chitarra acustica per tenere il tempo insieme al bassista Francis Buchholz e al batterista Herman Rarebell. Il ritornello è piuttosto lungo e si arriva quasi subito all'assolo eseguito dal chitarrista Rudolf Schenker. Wind of Change è una delle poche canzoni dove l'assolo viene eseguito dal chitarrista ritmico Rudolf Schenker anziché da Matthias Jabs. Il basso di Francis Buchholz è decisamente sonoro e si fa sentire solo al momento del ritornello, come anche la batteria di Herman Rarebell.
Gli Scorpions sono un gruppo hard & heavy tedesco fondato nel 1965 nella città di Hannover, Germania, dal chitarrista Rudolf Schenker. Influenzati largamente dall'atmosfera degli anni sessanta, gli Scorpions divennero famosi per le tracce Rock You Like a Hurricane, Wind of Change, No One Like You e Still Loving You ed altre che hanno rappresentato un importante punto di riferimento per le successive band di questo genere musicale. Dopo circa un decennio di declino la band ha ricominciato a produrre album di grande qualità come Unbreakable (2004) e l'ultimo Humanity - Hour 1 pubblicato in tutto il mondo nel 2007. La band ha venduto in oltre quarant'anni di attività più di 100 milioni di dischi nel mondo ed è considerata come una delle maggiori realtà musicali della storia musicale tedesca e mondiale per il genere hard & heavy.
Roberto R.
Testo della canzone
I follow the Moskva
Down to Gorky Park
Listening to the wind of change
In August summer night
Soldiers passing by
Listening to the wind of change
The world is closing in
And did you ever think
That we could be so close, like brothers
The future's in the air
I can feel it everywhere
Blowing with the wind of change
Take me to the magic of the moment on a glory night
Where the children of tomorrow dream away
in the wind of change
Walking down the street
Distant memories
Are buried in the past forever
I follow the Moskva
Down to Gorky Park
Listening to the wind of change
Take me to the magic of the momentt on a glory night
Where the children of tomorrow share their dreams
With you and me
Take me to the magic of the moment on a glory night
Where the children of tomorrow dream away
in the wind of change
The wind of change
Blows straight into the face of time
Like a stormwind that will ring the freedom bell
For peace of mind
Let your balalaika sing
What my guitar wants to say
Take me to the magic of the moment on a glory night
Where the children of tomorrow share their dreams
With you and me
Take me to the magic of the moment
On a glory night
Where the children of tomorrow dream away
in the wind of change
Scritto da: mavacriro | 06/04/2010
IL BRANO DELLA SETTIMANA (10.04.10)
La lettura di questo blog è accompagnata dall'esecuzione parziale in sottofondo di un brano musicale che viene periodicamente cambiato.
Al momento (10.04.10) è in esecuzione “GNOSSIENNES 1” del compositore Erik SATIE.
Il termine Gnossienne, coniato da Satie, indica un nuovo tipo di composizione musicale. Gnossienne deriva apparentemente dalla parola gnosi, Alcune fonti, tuttavia, asseriscono che il titolo derivi dal famoso palazzo cretese di Cnosso, o "Gnossus", e che le composizioni siano dunque da collegare al mito di Teseo, Arianna e il Minotauro.
Satie compose le Gnossiennes fra il 1889 e il 1897, ossia nel decennio successivo a quello in cui scrisse le tre Sarabandes (1887) e le più famose Gymnopédies (1888). Come le Sarabandes e le Gymnopédies, le Gnossiennes sono spesso state definite delle "danze".
Satie fu in vita un personaggio originale e bizzarro, come sottolineato dai cronisti del tempo. Visse in un appartamento chiamato da lui "l'Armadio", composto da due stanze, di cui solo una utilizzata pienamente, mentre l'altra era chiusa a chiave; il contenuto di questa venne scoperto solo alla morte dell'artista: conteneva una collezione di ombrelli di vari generi a cui lui teneva così tanto che non li usava. Una delle numerose idee fisse di Erik Satie era il numero tre, un'ossessione mistica; forse una reliquia del simbolismo trinitario associato all'Ordine cabbalistico dei Rosacroce, del quale Satie aveva fatto parte in gioventù. Molte delle sue composizioni sono raggruppate in cicli di tre, e tra queste le Trois Gymnopédies del 1888.
Satie è un compositore anomalo, o almeno ancora molto sottovalutato.
La vita del compositore francese può essere suddivisa in due: una fase giovanile, volutamente lontana dalle avanguardie principali, in cui vedono la luce le più importanti composizioni pianistiche, e una seconda fase dopo i 50 anni d'età in cui Satie diventa caposcuola del nascente gruppo dei sei e in cui iniziano le grandi collaborazioni con gli artisti più importanti dell'epoca.
La sua ricerca armonica può essere considerata antesignana dei movimenti dada a surrealista. Erik Satie è il misuratore di suoni, il provocatore, il non-musicista... eppure, come ha detto John Cage "Erik Satie ci è indispensabile". Satie è il vero padre del minimalismo, il precursore della musica ambient. Ma è anche molto di più perché nonostante tutto e nonostante il tempo che è passato continua a rimanere unico e senza imitatori. Erik Satie morì a 59 anni di cirrosi epatica il 1 luglio del 1925. Erik Satie appare in alcune scene del film Entr'acte diretto nel 1924 da Renè Clair, mentre il suo personaggio è interpretato da Matthew Whittet nel film Moulin Rouge! di Baz Luhrmann del 2001.
Roberto R
Scritto da: mavacriro | 09/04/2010
IL BRANO DELLA SETTIMANA (24.04.10)
La lettura di questo blog è accompagnata dall'esecuzione parziale in sottofondo di un brano musicale che viene periodicamente cambiato.
Al momento (24.04.10) è in esecuzione “Eravamo un manipolo di eroi” di Stefano Bollani (2006).
Stefano Bollani è un compositore e pianista jazz italiano; si è diplomato al conservatorio di Firenze nel 1993 e dopo una breve esperienza pop con Irene Grandi, Raf e Jovanotti è diventato velocemente uno dei jazzisti italiani più apprezzati da critica e pubblico. Ha collaborato con molti grandi musicisti, come Gato Barbieri, Lee Konitz, Pat Metheny, Michel Portal, Enrico Rava, Paolo Fresu, Richard Galliano, Hann Bennik e Phil Woods. La collaborazione più importante e prolifica è quella con il Enrico Rava. Nel 1998 vince il premio della rivista Musica Jazz come miglior nuovo talento, premio conferitogli anche dalla rivista giapponese Swing journal (New Star Award) nel 2003, anno in cui la rivista inglese Mojo segnala il suo disco Smat Smat come uno dei migliori dell'anno. Tra gli ultimi lavori I Visionari (2005), in formazione di quintetto, Piano Solo (2006), The Third Man (2007), con Rava, e l'ultimo Bollani-Carioca (2007) in cui il pianista con alcuni altri musicisti rivisita brani della tradizione brasiliana. Sempre nel 2007 Bollani vince il prestigioso Hans Koller European Jazz Prize come migliore musicista europeo dell’anno 2007. Lo stile di Bollani è particolarmente eclettico e ricchissimo di citazioni musicali. Ha pubblicato anche alcuni libri fra cui L'America di Renato Carosone e La sindrome di Brontolo. Nel 2008 riceve, insieme ad Enrico Rava, una Nomination come Best Jazz Album per "The Third Man", agli Italian Jazz Awards 2008 "Luca Flores". Nel 2009 ha collaborato, fra gli altri, con Chick Corea proponendo un duo pianistico senza precedenti in varie città d'Italia. Bollani testimonia che ormai in Italia esiste un grandissimo jazz, che non ha nulla da invidiare ha quello d'oltreoceano, e non è più colonizzato in alcun modo dai modelli americani.
"Eravamo manipolo di eroi” è il pezzo di apertura del CD “Jazz italiano live 2006”. Al ritmo di una originale bossa nova il musicista crea brillantemente un ricamo di note: i colori luminosi della melodia del pianoforte sono stemperati dagli altri strumenti in continuo scambio di ruoli. Il fraseggio è perfetto e sempre originale. Oltre a Stefano Bollani al pianoforte, Ares Tavolazzi è al basso, Walter Paoli è alle percussioni. Roberto R.
Scritto da: mavacriro | 23/04/2010
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Scritto da: roberto | 01/05/2010
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Scritto da: roberto | 01/05/2010
IMPORTANTE!
DAL 17 MAGGIO L’INDIRIZZO DEL BLOG “SPIRITUALITA’ E ARTE” SARA’ IL SEGUENTE:
http://www.spiritualitaearte.blogspot.com/
Scritto da: roberto | 08/05/2010
Как говорилось на Seexi.net У меня не было отца, живу с мамой 22 года. Правда, был отчим, но недолго (мне было лет 4-6). Я его называла папой без задач, но потом они с мамой разошлись (он пил). Один раз он стоял с ножом, я и мой брат (его сын) сильно испугались. Но я про это уже, в общем-то забыла. Но даже в садике, когда была влблена в мальчика, боялась с ним заговорить. Наверно, део не в отце... Не знаю. Ещё в нвчальной школе я много читала, даже журналы, вот помню историю про малолетнюю девочку-проститутку. Ещё в другой газете (типа спид инфо или же что там было) рассматривала картинки голых женщин. Блин, может, я начиталась любого, где мужчина выступал как убийца, маньяк, насильник, в следствии этого их боюсь? К слову, мне по вечерам как раз страшно ходить по улицам.
Но не в этом дело. Как в мужчинахперестать видеть источник опасности? Я реально их боюсь. У меня какоё-то сдвиг. Смотрю на мужчину и не вижу в нем просто человека, а вижу самца, что ли. Как будто он только и мечтает меня тр**нуть. Понимаю, бред, как избавиться от этих мыслей???????? И говорить я с ними не могу. Только в случае в случае если я не воспринимаю их как вероятных ухажеров, то нет задач. А с более-менее симпатичным - всё, ступор...((( Кстати, у меня еще есть дядя, так его я также буквально каждый день стеснялась..
Scritto da: Mashareddik | 03/10/2010
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